Museo Archeologico Platina

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Il Museo occupa alcune delle sale del primo piano dell’ex convento dei Gerolimini, che è anche sede del Comune di Piadena. Costruito nel ‘600, l’edificio presenta una pianta quadrata e racchiude al suo interno un suggestivo chiostro con eleganti colonne di stile tuscanico che reggono un ritmico susseguirsi di archi a tutto sesto. Nel 2014 è stata inaugurata una nuova ala del museo realizzata nell’adiacente edificio di recente ristrutturazione di proprietà della Fondazione Miryam e Pierluigi Vacchelli.

Il patrimonio archeologico del territorio di Piadena era già noto alla fine del 1800; i primi ricercatori che se ne occuparono furono i Patroni, il Castelfranco, l’Orefici e il Locatelli: purtroppo i materiali da loro recuperati nel corso di quei primi scavi vennero dispersi nei vari musei di Roma, Milano, Cremona, Mantova e Viadana.

Per ritrovare l’interesse degli archeologi focalizzato su questo territorio occorre giungere fino al 1957, quando la Soprintendenza Archeologica condusse la prima campagna di scavo a Bedriacum (l’odierna Calvatone).

Sotto l’ondata dell’entusiasmo provocato da questi ritrovamenti, un gruppo di appassionati locali sollecitò e convinse l’Amministrazione Civica ad istituire le pratiche necessarie alla fondazione di un “Antiquarium Platina”.

Il primo atto costitutivo del museo risale al 1957; nel 1960 si giunse all’inaugurazione.

Lo scopo primo di questa struttura, oltre a quello di impedire la dispersione del ricco patrimonio archeologico del Piadenese, è quello di promuovere l’interesse e lo studio delle antiche civiltà che si svilupparono e si estinsero in questi luoghi. L’esposizione museale annovera reperti rinvenuti in loco e materiali provenienti dagli scavi di Bedriacum, grazie ai quali viene ricostruita l’evoluzione degli insediamenti umani sul territorio, dal Paleolitico Superiore fino all’Alto Medioevo. Particolarmente ricca è la sezione dedicata al Neolitico Antico rappresentativa della cosiddetta “Cultura del Vho”.

Dal 1974 a oggi, quasi tutti gli anni, si sono condotti scavi archeologici nel territorio di Piadena che hanno enormemente aumentato il numero di reperti conservati nel Museo.

L’attività del Museo vive ancor oggi in gran parte sull’operare gratuito dei volontari del Gruppo di Ricerca, costituitosi nel 1971, che cura le iniziative culturali insieme con gli amministratori comunali e regionali e collabora con la Soprintendenza Archeologica della Lombardia alla tutela delle zone archeologiche.

Questa collaborazione ha fatto sì che il Museo diventasse sempre più importante ed oggi può essere considerato come uno tra i più interessanti musei archeologici della Lombardia.